I consigli del jack

 

Pronto intervento per cani

 5Se ci si accorge che un cane o un gatto ha ingerito un boccone presumibilmente avvelenato è opportuno provocare il vomito entro 30-60 minuti dall’ingestione ma soltanto se: 

l’animale è cosciente e vigile; 

l’animale non ha ingerito acidi, basi forti o derivati de  petrolio. Per provocare il vomito si può far ingerire all’animale una soluzione salina soprasatura oppure acqua ossigenata a 10 volumi (1 ml per kg di peso). 

Se, trascorsi cinque minuti dalla somministrazione dell’emetico il cane non avrà ancora vomitato, si potrà ripetere la somministrazione. 

E’ utile anche somministrare all’animale del carbone attivo, che contrasta l’assorbimento della sostanza tossica. 

E’ comunque indispensabile, dopo ogni intervento di pronto soccorso, portare l’animale da un veterinario il più rapidamente possibile.

Cosa fare di fronte a bocconi, carcasse o animali presumibilmente avvelenati

Segnalare un caso di avvelenamento

Il proprietario di un animale interessato da sospetto avvelenamento deve segnalare il caso alle autorità competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto avvelenamento oppure può segnalarlo direttamente 2alle autorità di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale, Guardie Zoofile ecc.). Queste ultime provvederanno ad interessare un medico veterinario o i Servizi Veterinari della ASL competente. Un cittadino che rinvenga uno o più bocconi, un animale selvatico o una carcassa presumibilmente avvelenati deve comunicare il rinvenimento al 1515 del Corpo Forestale dello Stato oppure ad un’autorità di Polizia Giudiziaria (Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Guardie Zoofile ecc.) o al Servizio Veterinario della ASL competente.

Qualsiasi autorità di Polizia Giudiziaria è tenuta a ricevere la segnalazione ed a procedere secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

La normativa nazionale

3Il punto di riferimento normativo nazionale è l’Ordinanza del Ministero della Salute del 10 febbraio 2012 “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, prorogata di un anno con Ordinanza del 14/01/2014.

L’Ordinanza fa seguito ad una prima ordinanza emanata dal Ministero il 18 dicembre 2008 ed alle sue successive modificazioni (19/03/2009 e 14/01/2010). Per l’interpretazione delle norme contenute nell’Ordinanza ci si deve riferire alla circolare applicativa emanata dal Ministero della Salute il 15/11/2011.

All’art. 1 dell’ordinanza 10 febbraio 2012 si legge che “è vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente; sono vietati, altresì, la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce”.

L’ordinanza prevede, tra l'altro, che presso ciascuna Prefettura debba essere istituito un “Tavolo di coordinamento” per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno. Al Tavolo devono prendere parte un rappresentante della Provincia, i sindaci delle aree interessate e rappresentanti dei servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, del Corpo Forestale dello Stato, degli istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di polizia locali e da un veterinario libero professionista nominato dall’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di appartenenza.

Purtroppo in Italia sono ancora poche le Prefetture che hanno attivato il Tavolo in questione. L’ordinanza individua, nei vari articoli, i soggetti coinvolti nel caso di ritrovamento di carcasse, bocconi o esche avvelenati o presunti tali e ne definisce precisi compiti e responsabilità.

Veterinari

1Ogni veterinario ha l’obbligo, quando si trova di fronte ad un animale che sospetti essere morto per avvelenamento o ad un animale vivo con sintomatologia riferibile ad esso, di segnalare il caso, anche via fax, al Sindaco del territorio comunale in cui è avvenuto il ritrovamento dell’animale ed al Servizio veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente.

Dopo la segnalazione il veterinario deve inviare la carcassa e/ o il materiale sospetto, per tramite dei Servizi Veterinari della ASL, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio. L’invio deve essere accompagnato da un referto anamnestico il più possibile dettagliato al fine di indirizzare la ricerca analitica e da altre informazioni utili (nome del proprietario, luogo del ritrovamento ecc.).

Istituti Zooprofilattici Sperimentali

4Gli IZS devono eseguire la necroscopia e l’esame ispettivo del materiale entro 48 ore dal ricevimento della carcassa e/o dei bocconi e devono effettuare le analisi tossicologiche sul materiale prevenuto e/o sui campioni prelevati in fase di necroscopia entro trenta giorni dal ricevimento dei campioni.

Nel caso in cui l’esame anatomopatologico (necroscopia) non escluda la causa di morte per avvelenamento, l’anatomopatologo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale deve comunicare, tramite fax, la conferma del sospetto:

 

 

1. al veterinario che ha inviato il campione;

2. al Sindaco;

3. al Servizio veterinario dell’ASL;

4. alla Procura della Repubblica.

Ulteriore comunicazione sarà data agli stessi soggetti allorquando sarà disponibile l’esito delle analisi di laboratorio.

Sindaci

Il Sindaco, non appena ricevuta la segnalazione del rinvenimento di sospetta carcassa o sospetto boccone da parte di un veterinario, deve dare “immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine da effettuare in collaborazione con le autorità competenti”. Se l’IZS comunica che “il quadro anatomopatologico non esclude il sospetto di avvelenamento” (in attesa dei risultati degli esami tossicologici) il Sindaco deve procedere entro 48 ore con:

l’attivazione degli interventi necessari alla bonifica dell’area in cui siano stati rivenuti carcassa e/o bocconi;

l’apposizione di apposita cartellonistica che segnali la pericolosità dell’area;

l’intensificazione dei controlli da parte delle Autorità preposte.